Risposta breve

Per aprire uno studio medico di medicina estetica servono iscrizione all’Ordine, partita IVA, polizza di responsabilità civile professionale e locali conformi alle regole regionali. La procedura dipende dal regime: lo studio non soggetto ad autorizzazione si apre di solito con una SCIA o una comunicazione di inizio attività, mentre procedure complesse o a rischio, o l’organizzazione di un ambulatorio, richiedono l’autorizzazione sanitaria. I requisiti cambiano da Regione a Regione.

Studio medico e ambulatorio: regime autorizzativo per la medicina estetica

Questa guida risponde a due domande frequenti, come aprire uno studio medico e cosa serve per aprire uno studio di medicina estetica, seguendo l’ordine delle decisioni di un medico che apre lo studio, o lo riorganizza con un nuovo laser o un collega, fino ai primi pazienti. Le regole cambiano da Regione a Regione: ogni punto va verificato con Regione, ASL o ATS, SUAP del Comune e Ordine provinciale.

La distinzione nasce da due norme nazionali. L’art. 8-ter del D.Lgs. 502/1992 richiede l’autorizzazione per gli studi medici attrezzati per la chirurgia ambulatoriale o per procedure diagnostiche e terapeutiche «di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente». L’art. 193 del R.D. 1265/1934 vieta di aprire o mantenere in esercizio ambulatori senza autorizzazione. Le Regioni hanno tradotto questi principi in atti propri, con elenchi di prestazioni diversi.

Studio medico: SCIA o comunicazione

Nello studio medico il medico, da solo o con colleghi autonomi, esercita con una dimensione professionale prevalente su quella organizzativa. Se le prestazioni non rientrano tra quelle classificate dalla Regione come complesse o a rischio, si parla di studio medico non soggetto ad autorizzazione: l’apertura passa di solito da una SCIA o da una comunicazione di inizio attività allo SUAP o alla ASL. In Puglia, per esempio, l’art. 5, comma 6, della L.R. 9/2017 esclude dall’autorizzazione gli studi con spazi e attrezzature proporzionati all’attività: il medico comunica l’apertura alla ASL e il servizio di igiene pubblica rilascia il nulla osta entro novanta giorni.

Ambulatorio e struttura autorizzata: autorizzazione sanitaria

L’autorizzazione serve quando lo studio è attrezzato per procedure che l’atto regionale classifica come complesse o a rischio. Serve anche quando prevale l’organizzazione, con una società come titolare o un direttore sanitario. Nel linguaggio comune si parla di autorizzazione sanitaria della ASL, ma il rilascio spetta a Regione, Comune o ASL secondo la legge regionale.

Criteri di confronto tra studio medico e struttura autorizzata
CriterioStudio medico (SCIA o comunicazione)Ambulatorio o struttura autorizzata
TitolareMedico persona fisica o associazione professionaleSpesso una società
Prestazioni eseguiteProcedure non classificate come complesse o a rischioChirurgia ambulatoriale o procedure complesse o a rischio secondo la Regione
AttrezzatureDotazione proporzionata alle procedure ordinarieApparecchiature con requisiti regionali specifici, come alcuni laser
Organizzazione e personalePrevale la dimensione professionale del medicoPrevale l’organizzazione di più professionisti e personale
Direttore sanitarioDi norma non previstoPrevisto, con incarico comunicato all’Ordine del territorio (L. 145/2018, art. 1, c. 536)
Informazioni di carattere generale

Per filler a base di acido ialuronico, trattamento delle rughe d’espressione, biorivitalizzazione o laser per macchie e capillari la classificazione dipende dall’atto regionale e, per i laser, anche dall’apparecchio. Chiedete alla ASL una risposta scritta prima di firmare la locazione o di acquistare un’apparecchiatura.

EsempioModello: richiesta di indicazioni alla ASL sul regime dello studio

Oggetto: studio medico in [indirizzo], richiesta di indicazioni sul regime applicabile.

[Titolo, nome e cognome], medico chirurgo iscritto all’Ordine dei Medici di [provincia] al n. [numero], intende aprire uno studio di medicina estetica in [indirizzo] come [persona fisica, associazione professionale o società]. Prestazioni previste: [categorie di trattamento]. Apparecchiature: [tipo, modello e classe di ciascun apparecchio]. Personale: [collaboratori e ruoli]. Si chiede se lo studio rientra nella SCIA o comunicazione oppure nell’autorizzazione sanitaria, e quali requisiti strutturali si applicano.

Inviatela via PEC al dipartimento di prevenzione e allegate la risposta alla pratica dello studio.

Requisiti professionali: chi può esercitare la medicina estetica

La medicina estetica è un atto medico e la esegue un medico chirurgo abilitato e iscritto all’Ordine. Nessuna norma nazionale richiede una specializzazione: master e corsi delle società scientifiche contano per la competenza e per l’assicurazione. Alcuni atti regionali chiedono però titoli o esperienza documentata: il DCA Lazio U0090/2010, §6.4.3 chiede al medico una specializzazione in chirurgia plastica o in dermatologia, in alternativa un titolo di formazione in medicina estetica o almeno tre anni di attività documentata nel settore. Anche il filler è un atto medico e lo esegue il medico, o l’odontoiatra nei limiti indicati sotto; nessuna norma nazionale prevede un albo dei medici estetici distinto dall’albo dei medici chirurghi tenuto dall’Ordine.

  • Medico chirurgo: esegue visita, indicazione, trattamento e controlli, e decide sempre su idoneità e piano di trattamento.
  • Odontoiatra: l’art. 2 della L. 409/1985, modificato nel 2023 in sede di conversione del D.L. 34/2023, gli consente attività di medicina estetica non invasiva o mininvasiva al terzo superiore, medio e inferiore del viso.
  • Estetista: secondo la L. 1/1990 lavora sulla superficie del corpo con tecniche manuali, apparecchi elettromeccanici per uso estetico e cosmetici, ed è esclusa dalle prestazioni con finalità terapeutica. Non esegue atti medici e non usa apparecchiature riservate al medico.
  • Infermiere e altro personale sanitario: assistono il medico nei limiti del proprio profilo e sotto la sua responsabilità.

Locali dello studio: requisiti regionali e dove verificarli

Nessuna norma nazionale fissa i metri quadrati di uno studio medico. I requisiti derivano dagli atti regionali, dal regolamento d’igiene del Comune e dalle norme edilizie, e la lista da applicare dipende dal regime dello studio; per le strutture autorizzate il riferimento nazionale è il D.P.R. 14 gennaio 1997 sui requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi.

Riferimenti regionali: atti da consultare

Atti ed enti da consultare prima di scegliere i locali
Regione o enteRiferimento da consultareCosa verificare
LazioDCA U0090/2010, allegato 1, §6.4 Studi di medicina esteticaLocali minimi, dotazione tecnologica e qualifiche del personale, nella versione vigente
PugliaL.R. 9/2017, art. 5Studi esclusi dall’autorizzazione, comunicazione e nulla osta della ASL
VenetoL.R. 22/2002 e pagine regionali su autorizzazione e accreditamentoClassificazione delle strutture e procedure di autorizzazione
ASL o ATS territorialeDipartimento di prevenzione, servizio di igiene pubblicaRequisiti igienico-sanitari, comunicazione o nulla osta
SUAP del ComunePortale SUAPSCIA, destinazione d’uso, agibilità, insegna
Ordine provincialeUffici dell’OrdineIndirizzo dello studio e targa

Questi requisiti minimi strutturali ricorrono in molti atti regionali e regolamenti d’igiene. Metri quadrati, altezze e numero dei locali cambiano da una norma all’altra: la fonte è l’atto regionale sui requisiti degli studi medici o il regolamento locale d’igiene, da verificare con la ASL.

  • Planimetria dei locali firmata da un tecnico, con la funzione di ogni ambiente, da allegare alla pratica se l’ente la richiede.
  • Metri quadrati e altezze di stanza delle visite e sala d’attesa conformi all’atto regionale o al regolamento d’igiene.
  • Sala d’attesa separata dalla stanza delle visite.
  • Bagno accessibile dalla sala d’attesa.
  • Lavandino con rubinetto a comando non manuale nella stanza delle visite.
  • Superfici lavabili e disinfettabili.
  • Aerazione e illuminazione adeguate.
  • Accessibilità per le persone con disabilità.

Studio in appartamento e condominio

Aprire uno studio medico in un appartamento a uso abitativo è spesso possibile se la destinazione d’uso è compatibile, l’immobile ha l’agibilità e il regolamento di condominio non vieta l’uso professionale: nella guida dedicata trattiamo entrambi i punti. Il contratto di locazione deve prevedere l’uso come studio e, con un laser, conta anche la certificazione dell’impianto elettrico. Fate verificare i locali prima di firmare, da un tecnico che conosca le richieste della ASL del territorio.

Adempimenti per l’apertura: checklist in ordine

La sequenza è indicativa: alcuni passaggi si svolgono in parallelo e l’ordine cambia con la Regione e il regime scelto. Per ogni voce indichiamo l’ente o il professionista di riferimento.

  • Ordine provinciale: iscrizione aggiornata, comunicazione dell’indirizzo dello studio, PEC attiva.
  • Commercialista: apertura della partita IVA e scelta del regime fiscale.
  • Commercialista: codice ATECO secondo la classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT, riportata nella tabella più sotto; i codici citati nelle guide meno recenti possono essere superati.
  • ENPAM: posizione previdenziale per i redditi da libera professione.
  • Assicurazione: polizza di responsabilità civile professionale attiva prima del primo paziente.
  • Tecnico e proprietario: verifica dei locali (destinazione d’uso, agibilità, condominio) e firma del contratto.
  • SUAP del Comune o ASL: SCIA o comunicazione, oppure domanda di autorizzazione sanitaria se il regime lo richiede.
  • Ditta autorizzata: contratto per lo smaltimento dei rifiuti sanitari secondo il D.P.R. 254/2003.
  • Consulente privacy: registro dei trattamenti, informative, responsabili esterni e misure di sicurezza, secondo i chiarimenti del Garante sui dati sanitari.
  • Sistema Tessera Sanitaria: abilitazione all’invio dei dati delle spese sanitarie dei pazienti.
  • Medico: modulo di consenso per ciascun trattamento e modello di cartella clinica.
  • Medico: timbro con i dati previsti, secondo la guida sul contenuto del timbro medico.
  • Commercialista: POS, fatturazione ai pazienti e trattamento IVA delle prestazioni.
  • Comune e condominio: targa e, se prevista, insegna.

Partita IVA del medico: apertura e regime fiscale

Il medico libero professionista apre la partita IVA con il modello AA9/12 per le persone fisiche dell’Agenzia delle Entrate, indicando il codice ATECO dell’attività. In quella sede si sceglie anche il regime fiscale, forfettario o ordinario, che incide su IVA, contabilità e tassazione dei redditi. La scelta spetta al commercialista, sulla base dei ricavi attesi e degli altri redditi del medico.

Codice ATECO: medico, studio medico e poliambulatorio

Codici ATECO 2025 delle attività mediche secondo le note esplicative ISTAT (verifica del 16 ottobre 2026)
CodiceDenominazione ISTATAttività comprese
86.21.00Attività di medicina generaleStudi medici e polimedici e ambulatori di medicina generale
86.22.01Trattamenti di chirurgia esteticaConsulto e trattamento nel campo della chirurgia estetica, anche presso cliniche e centri specialistici; le note citano le attività di centri di medicina estetica
86.22.02Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendentiMedici specialisti e studi medici e polimedici specialistici, esclusa la chirurgia estetica
86.22.03Altre attività di medicina specialistica svolte presso cliniche e centri specialisticiAmbulatori e poliambulatori di medicina specialistica, esclusa la chirurgia estetica

Il codice per il medico libero professionista, lo studio medico o il poliambulatorio dipende dall’attività svolta e va scelto con il commercialista sulle note esplicative ATECO 2025 dell’ISTAT. Con la risoluzione 24/E dell’8 aprile 2025 l’Agenzia delle Entrate ha indicato che i nuovi codici si usano dal 1° aprile 2025 negli atti e nelle dichiarazioni, senza obbligo di una variazione dati apposita (verifica del 16 ottobre 2026).

IVA sulle prestazioni di medicina estetica

Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA solo con finalità terapeutica (causa C-91/12 della Corte di giustizia UE). La risoluzione 42/E del 12 giugno 2025 chiede che la finalità risulti da documentazione o da un’attestazione medica precedente al trattamento; altrimenti si applica l’IVA ordinaria. Decide il commercialista, caso per caso.

Se lo studio assume personale si aggiungono gli adempimenti del datore di lavoro, tra cui la posizione INAIL.

enable.beautyApertura dello studio: impostazione della comunicazione

Nel nostro servizio il primo mese è dedicato a impostare con lo studio trattamenti, agenda, regole di prenotazione e revisione dei materiali informativi con il medico. Se state aprendo uno studio e volete preparare la comunicazione prima dell’apertura, potete scriverci dalla homepage.

Attrezzature e documentazione clinica: laser, dispositivi medici e consenso

Le apparecchiature possono cambiare il regime autorizzativo dello studio e le condizioni della polizza. Per questo conviene sceglierle dopo aver letto l’atto regionale e sentito l’assicurazione. Acquisto, leasing o noleggio hanno effetti diversi su liquidità, costi deducibili e contratti di assistenza: la formula va valutata con il commercialista.

  • Laser e luce pulsata: verificate la classe dell’apparecchio (molti laser medici sono di classe 4) e chiedete alla ASL se servono una comunicazione di detenzione e un addetto alla sicurezza laser. Servono una zona ad accesso controllato con segnaletica, protezioni oculari e un registro della manutenzione. Con dipendenti si applicano anche le norme sulle radiazioni ottiche artificiali del D.Lgs. 81/2008, Titolo VIII, Capo V.
  • Farmaci e dispositivi medici: acquisto da canali autorizzati, conservazione alla temperatura indicata con registrazione dove richiesta, controllo delle scadenze, annotazione del lotto in cartella per la tracciabilità.
  • Emergenze: kit per le emergenze e formazione aggiornata del medico e del personale, per esempio BLSD.

Per la documentazione il riferimento è la L. 219/2017. Serve un modulo di consenso specifico per ogni trattamento, mai generico, e un consenso separato per le fotografie cliniche; la cartella riporta indicazioni, lotto del prodotto e controlli successivi. Il tema è trattato per esteso nella guida sul consenso informato per ogni trattamento di medicina estetica.

Assicurazione per la medicina estetica: coperture da verificare

La polizza di responsabilità civile professionale è obbligatoria per il medico: l’art. 10 della L. 24/2017 conferma, per chi lavora in libera professione, l’obbligo previsto dall’art. 5 del D.P.R. 137/2012. Una polizza medica standard può escludere le procedure estetiche o includerle solo con un’estensione espressa.

  • Medicina estetica indicata tra le attività coperte, con le procedure specifiche: iniettabili, laser, altri dispositivi.
  • Massimale per sinistro e per anno.
  • Retroattività e garanzia postuma.
  • Esclusioni legate al risultato estetico.

Chiedete conferma scritta di ogni procedura coperta e aggiornate la polizza a ogni nuovo trattamento o apparecchiatura. Il dettaglio su coperture e massimali della polizza per la medicina estetica, comprese le polizze dello studio, è nella guida dedicata.

Comunicazione dello studio: regole della pubblicità sanitaria dall’apertura

Dal primo giorno targa, sito, profilo Google, profili social e annuncio dell’apertura sono informazione sanitaria. Devono essere informativi, veritieri e privi di elementi attrattivi o suggestivi.

L’art. 1, comma 525, della L. 145/2018 limita le comunicazioni informative alle informazioni previste dall’art. 2 del D.L. 223/2006 ed esclude qualsiasi elemento attrattivo e suggestivo, tra cui offerte, sconti e promozioni, che possa determinare il ricorso improprio a trattamenti sanitari. Il Codice di deontologia medica (artt. 55 e 56) chiede un’informazione veritiera, corretta e mai ingannevole. In caso di violazione l’Ordine territoriale procede in via disciplinare e segnala il caso all’AGCOM (comma 536). Il quadro completo è nella guida sulla normativa sulla pubblicità sanitaria per studi di medicina estetica.

Elementi da evitare nelle comunicazioni di apertura:

  • sconti, offerte di apertura e prezzi civetta;
  • prima visita gratuita o trattamenti di prova gratuiti;
  • giornate aperte con trattamenti in regalo;
  • messaggi di urgenza e promesse di risultato;
  • immagini prima e dopo usate come incentivo e testimonianze dei pazienti in forma promozionale;
  • nomi di farmaci con obbligo di ricetta o marchi di dispositivi.

L’art. 2 del D.L. 223/2006 ammette titoli e specializzazioni, caratteristiche del servizio, prezzo e costi complessivi delle prestazioni, con veridicità verificata dall’Ordine. Un annuncio di apertura può limitarsi a questi elementi.

EsempioModello: annuncio di apertura in forma informativa

Dal [data] [titolo, nome e cognome], medico chirurgo iscritto all’Ordine dei Medici di [provincia] al n. [numero], riceve su appuntamento nello studio di medicina estetica in [indirizzo]. Trattamenti: [categorie, per esempio filler a base di acido ialuronico, biorivitalizzazione, laser per macchie e capillari]. La prima visita comprende valutazione medica, piano di trattamento e preventivo; onorario: [importo] €. [Direttore sanitario, dove previsto.] Informazioni e prenotazioni: [telefono, email, orari della segreteria].

In caso di dubbio potete sottoporre le bozze all’Ordine provinciale prima di pubblicarle. In homepage descriviamo anche le regole che applichiamo alle campagne dello studio.

Preparazione ai primi pazienti: profilo Google, pagine dei trattamenti e agenda

Uno studio nuovo parte con l’agenda vuota e senza recensioni. Prima dell’apertura si può però preparare il modo in cui le persone lo trovano e prenotano la prima visita. Per la strategia più ampia rimandiamo ai principi del marketing sanitario per uno studio medico.

Il profilo dell’attività su Google si può creare e verificare prima dell’apertura: Google consente di indicare una data di apertura futura entro un anno e mostra il profilo 90 giorni prima di quella data. Inserite categoria, indirizzo, orari e fotografie dei locali; le recensioni si chiedono dopo la visita, senza incentivi. La visibilità della scheda nei risultati locali è trattata nella guida sulla SEO locale per studi medici e sul local pack di Google Maps.

Per il sito conviene prevedere una pagina per ogni trattamento, firmata dal medico, che descriva indicazioni, controindicazioni e svolgimento della prima visita. Costi di realizzazione e requisiti obbligatori del sito dello studio medico sono trattati nella guida dedicata.

Le regole di prenotazione vanno decise prima di aprire, insieme alla scelta del gestionale e dell’agenda dello studio:

  • durata della prima visita;
  • chi risponde al telefono e in quale fascia oraria;
  • dati raccolti alla prenotazione: nome, recapito, trattamento di interesse, provenienza della richiesta, presa visione dell’informativa privacy;
  • conferma e promemoria;
  • gestione di chi non si presenta;
  • spazi dell’agenda riservati alle prime visite.
EsempioEsempio illustrativo: capacità dell’agenda per le prime visite

Il medico è in studio 2 pomeriggi a settimana per 4 ore: 2 × 4 = 8 ore, cioè 480 minuti.

Metà del tempo è riservata alle prime visite: 480 ÷ 2 = 240 minuti. Con visite da 40 minuti: 240 ÷ 40 = 6 prime visite a settimana; il resto va a trattamenti avviati e controlli.

I numeri servono solo a mostrare il calcolo e vanno sostituiti con la disponibilità reale del vostro studio.

Nel nostro servizio il primo mese è dedicato all’impostazione con lo studio, compresa la revisione dei materiali con il medico, come descritto nella sezione della homepage sulla gestione delle richieste, dalla chiamata alla prima visita in agenda.

Sintesi operativa: passaggi prima dell’apertura

Riassumiamo i passaggi nell’ordine in cui conviene eseguirli. La verifica del regime e dei locali viene prima di ogni impegno economico.

  1. Verificate il regime confrontando l’atto regionale con le procedure previste.
  2. Fate controllare i locali prima di firmare il contratto.
  3. Completate Ordine, partita IVA e ATECO, ENPAM e assicurazione.
  4. Presentate la SCIA o la comunicazione, oppure la domanda di autorizzazione.
  5. Impostate rifiuti sanitari, privacy, Sistema Tessera Sanitaria e moduli di consenso.
  6. Controllate gli obblighi su laser, dispositivi medici e farmaci.
  7. Preparate comunicazioni informative e profilo dell’attività su Google.
  8. Definite agenda e regole di prenotazione per le prime visite.
Informazioni di carattere generale

Le indicazioni di questa guida sono generali e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Verificatele con la Regione, la ASL o ATS, l’Ordine provinciale, un legale, il commercialista, l’assicurazione e il consulente privacy.

enable.beautyChiamata conoscitiva sul vostro studio

Indicateci i trattamenti che volete promuovere e la città dello studio. Nella chiamata vi spieghiamo come imposteremmo le campagne informative e la gestione delle richieste fino alla prima visita in agenda. Il nostro servizio parte da 1.500 € al mese; il budget pubblicitario è a parte e lo studio lo paga direttamente alle piattaforme.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra studio medico e ambulatorio?

Nello studio medico prevale la dimensione professionale del medico, che lavora da solo o con colleghi autonomi: se le prestazioni non sono classificate dalla Regione come complesse o a rischio, l’apertura passa di solito da una SCIA o da una comunicazione. Nell’ambulatorio prevale l’organizzazione, spesso con una società come titolare e un direttore sanitario, e serve l’autorizzazione sanitaria prevista dall’art. 193 del R.D. 1265/1934 e dalla legge regionale.

È necessaria la SCIA per aprire uno studio medico?

In molte Regioni lo studio che non richiede autorizzazione si apre con una SCIA o una comunicazione tramite lo SUAP del Comune, oppure con una comunicazione alla ASL, che in alcuni casi rilascia un nulla osta. Lo studio soggetto ad autorizzazione segue la procedura autorizzativa. Modulistica e destinatari sono sul portale SUAP.

Quanti metri quadrati deve avere uno studio medico?

Non esiste un valore nazionale. Le dimensioni minime di stanza delle visite, sala d’attesa e servizio igienico derivano dagli atti regionali e dai regolamenti d’igiene comunali. Ogni cifra che trovate è l’esempio di una norma locale da verificare con la ASL.

Serve una specializzazione per esercitare la medicina estetica?

Nessuna norma nazionale la richiede: può esercitare un medico chirurgo abilitato e iscritto all’Ordine. Una formazione specifica è consigliabile e viene spesso verificata dalle assicurazioni; alcuni atti regionali chiedono titoli o esperienza documentata. Gli odontoiatri possono svolgere attività non invasive o mininvasive limitate al viso, secondo la L. 409/1985 modificata nel 2023.

Un’estetista può lavorare in uno studio di medicina estetica?

Può collaborare nell’ambito della propria professione, regolata dalla L. 1/1990, ma non può eseguire atti medici né usare apparecchiature riservate al medico. Ruoli e documentazione restano separati e, dove la Regione lo richiede, anche gli spazi. Il medico mantiene ogni decisione clinica.

Le prestazioni di medicina estetica sono soggette a IVA?

Sono esenti solo con finalità terapeutica documentata (sentenza C-91/12 della Corte di giustizia UE, risoluzione 42/E del 2025); le prestazioni puramente estetiche sono soggette all’IVA ordinaria. Il criterio riguarda anche il paziente: le spese per prestazioni meramente estetiche non sono detraibili. Il commercialista valuta ogni caso.

Autore
Enable Digital

Scritta per medici estetici e titolari di studi di medicina estetica in Italia.

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