Il POS è obbligatorio anche negli studi medici: l'art. 15 del D.L. 179/2012 impone a chi presta servizi professionali di accettare pagamenti con almeno una carta di debito e una di credito, per qualsiasi importo. Dal 30 giugno 2022 il rifiuto comporta una sanzione di 30 euro più il 4% della transazione. Per la detrazione del 19% il paziente deve pagare con strumenti tracciabili, salvo le eccezioni di legge.
POS obbligatorio negli studi medici: norma in vigore
Il POS obbligatorio negli studi medici, cioè l'obbligo POS per i medici liberi professionisti, riguarda ogni prestazione pagata dal paziente in studio, dalla prima visita ai trattamenti successivi. Norme e dati di questa guida sono verificati al 16 ottobre 2026.
L'art. 15, comma 4, del D.L. 179/2012, convertito dalla L. 221/2012, obbliga chi vende prodotti e presta servizi, anche professionali, ad accettare pagamenti con carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito. Il comma 4-bis sanziona il rifiuto di un pagamento di qualsiasi importo.
L'obbligo riguarda l'accettazione e vale anche per i trattamenti a finalità estetica soggetti a IVA: il paziente resta libero di pagare in contanti o con bonifico. La legge esclude solo i casi di oggettiva impossibilità tecnica, senza definirli. Molte pagine in rete che escludono sanzioni sono anteriori al 2022.
Sanzioni per lo studio medico senza POS: importo e procedura
Il comma 4-bis dell'art. 15 prevede una sanzione amministrativa pecuniaria di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione rifiutata. L'art. 18 del D.L. 36/2022, convertito dalla L. 79/2022, ha anticipato la decorrenza dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2022.
Al medico che rifiuta la carta si applica la procedura della L. 689/1981 senza il pagamento in misura ridotta dell'art. 16, con rapporto al prefetto della provincia in cui è avvenuta la violazione, e ogni rifiuto è una violazione distinta. Se il terminale si guasta, documentatelo e proponete un bonifico: l'oggettiva impossibilità tecnica si valuta caso per caso.
Lo studio rifiuta il pagamento con carta di una prestazione da 200 euro. Sanzione: 30 + (200 x 4%) = 38 euro.
Nello stesso giorno rifiuta anche un pagamento da 100 euro: 30 + (100 x 4%) = 34 euro. Totale: 38 + 34 = 72 euro.
I numeri servono a mostrare la formula e vanno sostituiti con gli importi dello studio.
Pagamenti tracciabili e spese sanitarie: detrazione del paziente
L'art. 1, commi 679 e 680, della L. 160/2019 stabilisce che dal 2020 la detrazione IRPEF del 19% delle spese sanitarie spetta solo con pagamenti tracciabili: bonifico bancario o postale o altri sistemi dell'art. 23 del D.Lgs. 241/1997, come carte e assegni.
Fanno eccezione medicinali, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale; lo studio privato non accreditato rientra nella regola. Secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate sulle spese sanitarie la detrazione riguarda la parte oltre la franchigia di 129,11 euro e non spetta per le prestazioni a fine solo estetico, salvo i casi che elenca: vedete la guida su IVA e finalità delle prestazioni di medicina estetica.
| Strumento | Tracciabile per la detrazione | Come si documenta | Nota per lo studio |
|---|---|---|---|
| Carta di debito, di credito o prepagata | Sì | Ricevuta del POS, estratto conto, annotazione in fattura | Scrivere in fattura il tipo di carta |
| Bonifico bancario o postale | Sì | Ricevuta del bonifico, estratto conto | Indicare in fattura la data del bonifico |
| Assegno bancario o circolare | Sì | Copia dell'assegno, annotazione in fattura | Indicare l'assegno in fattura |
| App collegata a carta o conto | Sì, tramite istituto autorizzato | Ricevuta dell'app, estratto conto | Annotare in fattura il pagamento elettronico |
| Contanti | No, nello studio privato non accreditato | Nessuna prova utile | Comunicare al Sistema TS il pagamento non tracciato |
Fattura e Sistema Tessera Sanitaria: modalità di pagamento
Per lo studio la detrazione del paziente comporta due adempimenti, in fattura e nell'invio al Sistema TS. In fattura scrivete sempre la modalità di pagamento, per esempio «pagamento con carta di debito» o «bonifico del 10/10/2026»: con la circolare n. 19/E dell'8 luglio 2020 l'Agenzia delle Entrate ammette questa annotazione di chi incassa come prova del pagamento tracciato.
Nell'invio al Sistema Tessera Sanitaria va indicato se il pagamento è tracciato. Con il provvedimento n. 329676 del 16 ottobre 2020 nella precompilata entrano solo le spese pagate in modo tracciabile, salvo il comma 680. La pagina dell'Agenzia sulla precompilata precisa che, se l'informazione manca, il pagamento si considera in contanti.
Per l'emissione della fattura e per gli acconti vedete le guide sulla fattura del medico libero professionista e sull'invio delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.
- Strumento di pagamento usato e relativa dicitura riportati in fattura.
- Indicazione del pagamento tracciato o non tracciato nell'invio al Sistema TS.
- Data della fattura coerente con la data dell'incasso.
- Intestatario della fattura corretto.
- Ricevuta del POS o contabile del bonifico conservata.
- Imposta di bollo applicata quando dovuta: vedete la guida sulla marca da bollo sulle fatture mediche.
Nel nostro servizio chiamiamo ogni persona che chiede informazioni, spieghiamo come si svolge la prima visita e la inseriamo nell'agenda dello studio con le note della chiamata. Se volete che i pazienti arrivino in studio già informati sugli aspetti pratici concordati con voi, potete scriverci dalla homepage.
Contanti, bonifici e acconti: casi pratici nello studio
Alla reception i dubbi sul pagamento riguardano soprattutto contanti, acconti e commissioni. Per ciascun caso vale una regola, da applicare senza incentivi legati al mezzo di pagamento.
- Contanti: ammessi sotto i 5.000 euro, limite dell'art. 49 del D.Lgs. 231/2007 dal 1° gennaio 2023, vietati anche i frazionamenti artificiosi; per il paziente il contante fa perdere la detrazione.
- Bonifico anticipato o acconto: tracciabile, con fattura emessa all'incasso.
- Trattamento in più sedute pagato in più volte: ogni incasso ha il suo documento.
- Commissioni del POS: restano allo studio, perché l'art. 62 del Codice del consumo vieta di imporre spese per l'uso di uno strumento di pagamento, come ricorda l'AGCM nella comunicazione del 2018.
- Prezzo della prestazione: identico per contanti, carta e bonifico, come indicato nel listino prezzi dello studio di medicina estetica.
Terminale POS per lo studio medico: criteri di scelta
Il POS per lo studio medico si sceglie su costi, affidabilità e collegamento con la fatturazione. Non indichiamo fornitori né tariffe, che vanno confrontati sulle proposte scritte.
| Criterio | Cosa chiedere al fornitore | Perché conta per lo studio |
|---|---|---|
| Carte accettate | Circuiti di debito e di credito abilitati | Requisito minimo della norma |
| Costi | Canone, commissione per transazione, attivazione, recesso | Le commissioni restano allo studio |
| Tipo di terminale | Fisso, portatile o su smartphone | Più ambulatori o sedi |
| Ricevuta | Data, importo, invio digitale al paziente | Prova del pagamento tracciato |
| Accredito ed estratto delle transazioni | Giorni per l'accredito, esportazione mensile | Riconciliazione con le fatture |
| Collegamento al software | Integrazione con il gestionale dello studio medico o con la fatturazione | Dicitura del pagamento automatica |
| Assistenza | Tempi di intervento e di sostituzione | Documentazione dei guasti |
Il credito d'imposta sulle commissioni dell'art. 22 del D.L. 124/2019 vale il 30% delle commissioni sui pagamenti dei consumatori finali, con compensi dell'anno precedente fino a 400.000 euro, e si compensa con il codice tributo 6916 (risoluzione 48/E del 2020); la scheda dell'Agenzia, aggiornata al 5 ottobre 2026, non indica scadenze.
L'art. 1, commi 74 e 77, della legge di bilancio 2025 impone dal 2026 il collegamento tra POS e registratore telematico a chi certifica i corrispettivi con documento commerciale. Secondo la FAQ n. 8 dell'Agenzia sul collegamento POS-RT, aggiornata al 25 marzo 2026, l'obbligo non vige se tutti i corrispettivi sono certificati solo con fattura.
Modalità di pagamento: comunicazione ai pazienti
Le modalità di pagamento accettate vanno scritte dove il paziente le cerca: avviso in reception e nella sala d'attesa dello studio medico, pagina contatti del sito, messaggio di conferma della prima visita. Il testo resta generale, senza consigli fiscali personalizzati né riferimenti clinici, come gli altri messaggi della segreteria dello studio di medicina estetica.
Nello studio è possibile pagare con carta di debito, carta di credito e bonifico bancario.
Per la detrazione delle spese sanitarie l'Agenzia delle Entrate richiede un pagamento tracciabile: Le consigliamo di conservare la fattura, che riporta la modalità di pagamento.
Per informazioni sul pagamento può rivolgersi alla segreteria.
Sintesi operativa: POS e pagamenti tracciabili nello studio medico
- Verificate di accettare almeno una carta di debito e una di credito, per ogni importo.
- Preparate con la segreteria un registro dei guasti del terminale (data, ora, importo, numero della segnalazione all'assistenza) e l'alternativa del bonifico.
- Inserite la modalità di pagamento in ogni fattura.
- Controllate che l'invio al Sistema TS riporti il pagamento tracciato.
- Rivedete i costi del terminale e il credito d'imposta sulle commissioni.
- Pubblicate l'avviso sulle modalità di pagamento in studio, sul sito e nella conferma della prima visita.
La guida ha carattere informativo e non costituisce consulenza fiscale o legale. Norme, importi e adempimenti, verificati il 16 ottobre 2026, vanno confermati con il commercialista e, per l'attività convenzionata, con l'Ordine dei medici della vostra provincia.
Indicateci i trattamenti che volete promuovere e la città dello studio. Nella chiamata vi spieghiamo come imposteremmo le campagne informative e la gestione delle richieste fino alla prima visita in agenda. Il nostro servizio parte da 1.500 € al mese; il budget pubblicitario è a parte e lo studio lo paga direttamente alle piattaforme.
Domande frequenti
Il medico di base è obbligato ad avere il POS?+
Per le prestazioni in libera professione pagate dal paziente sì, perché rientrano nell'art. 15 del D.L. 179/2012 come ogni servizio professionale. Per l'attività in convenzione con il Servizio sanitario nazionale e per i casi dubbi conviene sentire l'Ordine provinciale e il commercialista.
Quando il POS non è obbligatorio?+
La legge prevede solo l'oggettiva impossibilità tecnica, senza definirla, e non fissa soglie minime né esoneri di categoria per il medico. Se il terminale si blocca, conviene annotare guasto e richiesta di assistenza e offrire al paziente un bonifico come alternativa tracciabile.
Lo studio può addebitare al paziente la commissione del POS?+
No. L'art. 62 del Codice del consumo vieta di imporre spese per l'uso di uno strumento di pagamento e l'art. 15, comma 5-quater, del D.L. 179/2012 qualifica come pratica commerciale scorretta il sovrapprezzo sulle transazioni elettroniche. Le commissioni restano allo studio e possono rientrare nel credito d'imposta del 30%, se ne ricorrono i requisiti.
Il paziente che paga in contanti perde la detrazione?+
Per le prestazioni detraibili di uno studio privato non accreditato al Servizio sanitario nazionale sì: dal 2020 la detrazione del 19% richiede un pagamento tracciabile (L. 160/2019, commi 679 e 680). Il contante resta ammesso per medicinali, dispositivi medici e strutture pubbliche o accreditate.
Serve collegare il POS al registratore telematico dal 2026?+
L'obbligo della legge di bilancio 2025 riguarda chi certifica gli incassi con documento commerciale. Secondo le FAQ dell'Agenzia delle Entrate non vige se tutti i corrispettivi sono certificati solo con fattura, come accade di norma nello studio medico; se lo studio vende anche prodotti con documento commerciale, la verifica spetta al commercialista.
Autore
Enable Digital
Scritta per medici estetici e titolari di studi di medicina estetica in Italia.
Parliamo del vostro studio