Risposta breve

La targa dello studio medico è informazione sanitaria: riporta nome e cognome, titolo di medico chirurgo, eventuali specializzazioni, indirizzo, orari e recapiti, senza slogan né elementi suggestivi. Il DM 657/1994 indica per lo studio personale al massimo 3.000 cm² (di norma 50 x 60 cm), caratteri fino a 8 cm e nessuna luce. Collocazione e canone dipendono da Comune, condominio e, per gli edifici vincolati, Soprintendenza.

Targa studio medico: funzione informativa e norme di riferimento

La targa dello studio medico è il primo mezzo di informazione sanitaria che il paziente incontra, e segue la regola di sito e profilo Google: informare senza attrarre o suggestionare. Questa guida serve al medico estetico che apre o trasferisce lo studio e al titolare di un ambulatorio o poliambulatorio con attività di medicina estetica.

La L. 175/1992 rinvia al DM Sanità 16 settembre 1994, n. 657 sulle caratteristiche di targhe e insegne. Il D.L. 223/2006, art. 2 ammette la pubblicità informativa verificata dall’Ordine; la L. 145/2018, comma 525, riscritto dal D.L. 69/2023, esclude elementi attrattivi o suggestivi, compresi sconti e promozioni. Le letture di queste norme non sono uniformi, quindi indichiamo cosa verificare e con chi. Il quadro è nelle guide sulle regole sulla pubblicità sanitaria per il medico e sugli articoli del codice deontologico sull’informazione sanitaria.

Norme sulla targa dello studio medico
NormaCosa regolaChi verifica
L. 175/1992Pubblicità sanitaria; direttore sanitario nella pubblicità delle strutture (art. 4)Ordine; per le strutture, l’ente che autorizza
DM 657/1994Superficie, caratteri, luci, simboli, collocazioneOrdine e Comune
D.L. 223/2006 e L. 145/2018, c. 525Solo informazioni funzionali e veritiereOrdine
Codice deontologico, art. 56Oggetto e correttezza della pubblicitàOrdine, anche in sede disciplinare
Regolamenti comunaliCollocazione, titolo e canoneComune (SUAP, pubblicità, tributi)

Contenuti della targa: dati ammessi e dati da evitare

Il contenuto della targa per studio medico cambia tra studio personale e struttura sanitaria autorizzata. In entrambi i casi compaiono solo dati verificabili, utili a trovare lo studio e a contattarlo.

Contenuti della targa per tipo di studio
DatoStudio personaleAmbulatorio o poliambulatorio
IntestazioneNome e cognome, «Medico chirurgo», specializzazioni conseguite, numero di iscrizione all’Ordine se lo indicateDenominazione e tipologia come nell’autorizzazione regionale, anche con i segni distintivi dell’impresa (DM 657/1994, art. 2)
ResponsabileIl medico titolareNome, cognome e titoli del direttore sanitario (L. 175/1992, art. 4)
Attività«Medicina estetica» come attività svoltaAttività e prestazioni autorizzate, caratteri fino a 8 cm
AutorizzazioneNumero e data, se Ordine o Comune li richiedono ancoraNumero e data dell’autorizzazione regionale
RecapitiIndirizzo e piano, orari o «riceve su appuntamento», telefono della segreteriaCome per lo studio personale

In Italia la medicina estetica non è una scuola di specializzazione universitaria: si indica come attività svolta e la dicitura «specialista in medicina estetica» va evitata. Master e corsi si citano solo se l’Ordine li considera titoli comunicabili. Per le strutture vedete le guide sul ruolo del direttore sanitario nella struttura privata e sull’autorizzazione del poliambulatorio con medicina estetica.

Il DM 657/1994 esclude grafici e figure, salvo il simbolo della professione: un logo va valutato con l’Ordine (vedete nome, logo e simboli dello studio medico). Restano fuori slogan, aggettivi come «il migliore», nomi di farmaci o marchi di filler e dispositivi, prezzi ridotti, offerte sulla prima visita, immagini di volti o risultati. Per i trattamenti bastano categorie come «medicina estetica del viso».

EsempioModello di testo per la targa dello studio personale

[Nome Cognome]

Medico chirurgo

[Specializzazione, se conseguita]

Medicina estetica

Iscr. OMCeO di [provincia] n. [numero]

[Piano e scala] · Riceve su appuntamento · Tel. [segreteria]

[Estremi dell’autorizzazione, se richiesti]

Sostituite i dati tra parentesi con quelli reali e verificate il testo con il vostro Ordine prima di stamparla.

Dati dello studio: coerenza tra targa, sito e profilo Google

Il nome esposto all’ingresso è quello che il paziente cerca su Google. Le linee guida per la rappresentazione dell’attività su Google chiedono che il nome rispecchi quello reale, usato su insegne e sito, senza servizi, slogan o località aggiunti.

Con un trasferimento aggiornate targa, scheda, sito e portali nella stessa settimana. Dettagli nelle guide sulla gestione della scheda Google dello studio e sulla SEO locale dello studio medico su Google Maps. Lo stesso controllo vale per il timbro: i dati da riportare sul timbro medico devono coincidere con quelli della targa.

  • Nome identico su targa, sito e scheda Google, senza parole chiave
  • Indirizzo con piano e scala uguale ovunque, promemoria compresi
  • Nome sul citofono corrispondente alla targa
  • Orari allineati tra targa, scheda e sito
  • Telefono della segreteria unico e attivo negli orari indicati
  • Direttore sanitario uguale su targa e sito, nelle strutture
  • Foto dell’ingresso con la targa sul profilo Google
enable.beautyDati dello studio: coerenza tra targa, sito e profilo Google

Nel nostro servizio curiamo il Google Business Profile e le pagine dei trattamenti dello studio, con nome, indirizzo e dati del medico uguali a quelli esposti all’ingresso. Se volete verificare come il vostro studio compare nelle ricerche locali della vostra città, possiamo parlarne in una chiamata conoscitiva.

Dimensioni della targa: limiti del DM 657/1994 e leggibilità

Per le dimensioni della targa per studio medico vale il DM 657/1994, salvo vincoli dei regolamenti comunali. Il decreto chiede caratteri in stampatello e una targa di fattura compatta, da apporre sull’edificio dell’attività o, in un complesso recintato, sulla recinzione.

Limiti del DM 657/1994 (testo consultato il 16 ottobre 2026)
MezzoSuperficie massimaFormato indicativoCaratteriLuci
Targa dello studio personale3.000 cm²50 x 60 cmFino a 8 cmEscluse
Targa della struttura autorizzata6.000 cm²60 x 100 cmFino a 12 cm (8 cm per attività e responsabili, salvo direttore sanitario)Escluse
Insegna della struttura autorizzata20.000 cm²100 x 200 cmNon indicatiNon intermittenti

Secondo le FAQ del Comune di Torino, una targa per attività fino a un quarto di metro quadrato è esonerata da autorizzazione e canone su edifici non vincolati. Per la leggibilità guardate una bozza in scala reale dal marciapiede.

EsempioEsempio illustrativo: calcolo della superficie della targa

Formula: superficie = base x altezza.

40 x 60 cm = 2.400 cm², entro i 3.000 cm² dello studio personale; 50 x 60 cm = 3.000 cm², al limite; 60 x 60 cm = 3.600 cm², oltre.

Un quarto di metro quadrato vale 2.500 cm²: a Torino la 50 x 60 cm supera l’esonero, la 40 x 60 cm no.

Sostituite le misure con quelle della vostra targa e del vostro Comune.

Insegna dello studio medico: luci, strutture autorizzate e regole comunali

Il DM 657/1994 disciplina l’insegna solo per case di cura e ambulatori autorizzati (art. 3): materiale non deteriorabile, luci ammesse purché non intermittenti, lampeggianti o a messaggio variabile, numero e data dell’autorizzazione regionale, solo il simbolo della professione o del pronto soccorso. Le strutture possono usare anche cartelli segnaletici con simbolo, denominazione, indirizzo e freccia direzionale (art. 5). Per lo studio personale un’insegna luminosa va chiarita prima con Ordine e Comune.

L’art. 23 del Codice della strada richiede l’autorizzazione dell’ente proprietario per insegne in vista della strada, nei centri abitati il Comune; l’art. 47 del Regolamento definisce l’insegna di esercizio.

Autorizzazioni per la targa: Ordine, Comune, condominio e Soprintendenza

Per l’autorizzazione della targa dello studio medico non esiste un permesso unico: le verifiche coinvolgono più enti e conviene completarle prima dell’ordine. Ordine, Regione o ASL guardano il contenuto, mentre Comune, condominio e Soprintendenza si occupano della collocazione.

Ordine dei medici e autorizzazione della struttura

Il DM 657/1994 chiede di riportare numero e data dell’autorizzazione, del sindaco per gli studi e della Regione per le strutture. Dopo il D.L. 223/2006 molti la ritengono superata per il singolo medico, ma l’Ordine resta competente sulla correttezza dell’informazione: chiedete se prevede una verifica del testo. Per le strutture contano legge regionale e ASL (vedete gli adempimenti per aprire uno studio di medicina estetica).

EsempioModello di richiesta all’Ordine provinciale

Oggetto: bozza della targa dello studio in [indirizzo]

Allego la bozza della targa, con testo, misure e collocazione. Chiedo se l’Ordine prevede una verifica preventiva e se titoli e dicitura «Medicina estetica» sono comunicabili.

[Nome Cognome], iscrizione n. [numero]

Comune: titolo per la collocazione e canone unico

La collocazione su facciata segue regolamento edilizio e piano degli impianti pubblicitari, con pratica allo SUAP o all’ufficio pubblicità. Dal 2021 il canone unico della L. 160/2019 ha sostituito l’imposta sulla pubblicità, e il comma 833, lett. l esenta le insegne di esercizio fino a 5 m² nella sede dell’attività. Per le targhe professionali l’esenzione dipende dal testo vigente e dal regolamento comunale: chiedetela all’ufficio tributi, con tempi e costi.

Condominio ed edifici vincolati

Sulle parti comuni l’art. 1102 del Codice civile consente l’uso senza alterarne la destinazione né impedirlo agli altri; contano decoro e regolamento condominiale, quindi informate l’amministratore. Se lo studio è in un condominio residenziale, vedete anche la guida su studio in appartamento e regolamento di condominio. Sui beni culturali serve l’autorizzazione della Soprintendenza (D.Lgs. 42/2004, art. 49).

Verifiche prima di installare la targa
EnteQuando serveCosa verificareDocumento da chiedere
Ordine provincialePrima della stampaTesto, titoli, dicitura «medicina estetica»Parere o indicazioni scritte
Regione o ASLAmbulatori e poliambulatori autorizzatiCoerenza con l’autorizzazione, direttore sanitarioEstremi dell’autorizzazione
ComuneTarga o insegna visibile dall’esternoTitolo per la collocazione, canone, misureRegolamento del canone e modulistica
CondominioPortone, androne o facciata comuneRegolamento e decoroComunicazione all’amministratore
SoprintendenzaEdificio vincolatoEffetto su aspetto e decoro del beneAutorizzazione (art. 49 D.Lgs. 42/2004)

Sintesi operativa: passaggi dalla bozza all’installazione della targa

Le azioni seguono l’ordine in cui conviene eseguirle. I primi quattro passaggi vanno chiusi prima di ordinare la targa.

  1. Raccogliete titoli reali del medico e, per le strutture, autorizzazione e direttore sanitario.
  2. Scrivete il testo con il modello e fatelo approvare dal medico e, nelle strutture, dal direttore sanitario.
  3. Inviate la bozza all’Ordine provinciale con il modello di richiesta, se prevede una verifica.
  4. Controllate Comune, canone, vincoli e condominio.
  5. Scegliete misure entro i limiti, con una bozza in scala reale.
  6. Installate la targa e allineate sito, profilo Google e promemoria della prima visita.
Informazioni di carattere generale

Indicazioni aggiornate al 16 ottobre 2026. Per il singolo caso rivolgetevi all’Ordine provinciale, al Comune (SUAP, pubblicità o tributi) e, se serve, a un legale.

enable.beautyChiamata conoscitiva sul vostro studio

Indicateci i trattamenti che volete promuovere e la città dello studio. Nella chiamata vi spieghiamo come imposteremmo le campagne informative e la gestione delle richieste fino alla prima visita in agenda. Il nostro servizio parte da 1.500 € al mese; il budget pubblicitario è a parte e lo studio lo paga direttamente alle piattaforme.

Domande frequenti

Serve un’autorizzazione per la targa dello studio medico?

Dipende da più livelli. Il DM 657/1994 presuppone un’autorizzazione che dopo il D.L. 223/2006 molti ritengono superata: chiedete all’Ordine se prevede una verifica del testo. Collocazione e canone dipendono dal Comune, le parti comuni dal condominio, gli edifici vincolati dalla Soprintendenza.

Quali sono le dimensioni di una targa per uno studio medico?

Per lo studio personale il DM 657/1994 indica al massimo 3.000 cm², di norma 50 x 60 cm, con caratteri fino a 8 cm. Per ambulatori e poliambulatori autorizzati il limite è 6.000 cm². Prima dell’ordine controllate anche il regolamento del vostro Comune.

L’insegna luminosa è consentita per uno studio medico?

Il DM 657/1994 esclude le luci dalla targa dello studio personale e ammette luci non intermittenti solo nelle insegne delle strutture autorizzate. Servono poi le regole del Comune e, se l’insegna è in vista della strada, l’autorizzazione prevista dall’art. 23 del Codice della strada.

Sulla targa dello studio medico si paga il canone unico?

La L. 160/2019, comma 833, lett. l, esenta le insegne di esercizio fino a 5 metri quadrati nella sede dell’attività. Per le targhe professionali il regolamento comunale può prevedere un’esenzione propria, come a Torino. Chiedete all’ufficio tributi o pubblicità del vostro Comune quale regime si applica oggi.

Si può scrivere «medicina estetica» sulla targa?

Sì, come indicazione dell’attività svolta, accanto a «Medico chirurgo». Non va presentata come specializzazione, perché in Italia la medicina estetica non è una scuola di specializzazione universitaria, e non va accompagnata da nomi di farmaci, marchi o promesse. Master e corsi vanno verificati con l’Ordine provinciale.

Autore
Enable Digital

Scritta per medici estetici e titolari di studi di medicina estetica in Italia.

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